Roma - Il ministro della Difesa apre una porta, quello dell'Interno la chiude. Fragorosamente. Motivo del contendere la possibile sanatoria a colf e badanti dopo l'introduzione della nuova legge sulla sicurezza che facilita l'espulsione dei clandestini che lavorano in nero. Un argomento sul quale all'interno del governo ci sono posizioni differenti. Ignazio La Russa, titolare della Difesa, lancia una proposta: «Regolarizziamo solo le badanti, alle colf ci pensiamo dopo». Per il ministro della Difesa alla base di tutto «c'è un problema morale per le famiglie che vedrebbero sottrarsi degli aiuti importanti. La nostra proposta - spiega La Russa - è restringere il campo alle badanti e non alle colf. Le badanti sono quelle che hanno già in corso un rapporto, anche se in nero, e che sono utili per anziani e persone portatrici di handicap...». La Russa spiega così la sua proposta. «Diamo l'incarico - dice - ai prefetti per vedere di verificare se c'è la possibilità di regolarizzare solo le badanti, potrebbero fare dei controlli efficaci in modo che gli abusi diventino fisiologici». E le colf? «Per le colf - spiega il ministro - non c'è urgenza. Vedremo cosa fare, ma per loro non credo che sia possibile una regolarizzazione...». MARONI - Ma dopo poco arriva la risposta del ministro dell'Interno Robero Maroni: «Non ci sarà nessuna sanatoria per le badanti», quella di questi giorni è «una polemica basata sul nulla», visto che già da ora, prima dell'entrata in vigore del ddl sicurezza, i lavoratori in nero sono puniti. «Già oggi - ha aggiunto

Maroni - se un clandestino svolge un lavoro in nero può essere espulso». «Si sta facendo - ha spiegato Maroni - un gran discutere su una norma non ancora in vigore, dimenticando che ci sono già leggi che puniscono il lavoro nero, specie se viene svolto da un clandestino». Sull'ipotesi di sanatorie, il ministro è netto: «Il Parlamento - ha osservato - è sovrano, ma io personalmente sono contrario ad una sanatoria che non si potrebbe fare per una particolare categoria di lavoratori. Ciò è fortemente sconsigliato dal patto europeo sull'immigrazione che è un impegno sottoscritto da tutti i capi di governo dell'Europa, per cui mi sento di escludere l'ipotesi di sanatoria». Maroni ha poi definito «eccessivi» i numeri circolati in questi giorni sulle badanti irregolari, ricordando che molte sono di paesi recentemente entrati nell'Unione europea e quindi non hanno bisogno di regolarizzazione. Quanto a chi ha parlato del rischio carcere per la badante, il ministro ha sottolineato che «il reato di clandestinità introdotto con il ddl sicurezza prevede una sanzione penale che non è il carcere, ma una pena accessoria e cioè la possibilità di immediata espulsione con provvedimento del giudice di pace».
07 luglio 2009

Fonte: Corriere della Sera