La nuova  legge sulla sicurezza colpirà soprattutto chi è senza permesso di soggiorno, ma renderà più difficile (e costosa) anche la vita degli immigrati regolari.

Quanti chiedono il permesso di soggiorno dovranno sottoscrivere un “accordo di integrazione” che li impegna a rispettare la Costituzione italiana e a partecipare alla vita economica, sociale e culturale italiana. Ognuno avrà un punteggio, che diminuirà se si comporta male (le regole da rispettare non sono state ancora decise): chi esaurisce i punti, perderà il permesso e verrà espulso.

Chi chiede o rinnova il permesso di soggiorno dovrà pagare, oltre ai 70 euro che già versa oggi, una  nuova tassa. L’importo preciso sarà fissato dai ministri dell’Economia e dell’Interno, ma dovrà essere compreso tra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro. Sarà esentato solo chi chiede un permesso per asilo, per protezione sussidiaria o per motivi umanitari.

Che fine faranno tutti questi soldi? Per metà andranno a finanziare il Fondo statale per i rimpatri dei clandestini, e poco importa che questi non hanno nulla  a che fare con gli immigrati regolari. Il resto andrà al ministero dell’interno, e la speranza è che serva almeno a migliorare l’efficienza della macchina burocratica che gestisce il rilascio e il rinnovo dei permessi.

Dovrà aprire ulteriormente il portafoglio chi chiede la cittadinanza italiana, che con la nuova legge dovrà versare un contributo di 200 euro. Ci vorrà anche più tempo per conquistare la cittadinanza dopo aver sposato un italiano o un’italiana: la domanda potrà essere presentata due anni dopo il matrimonio (tre per i residenti all’estero), e non come ora dopo appena sei mesi, ma i tempi di dimezzeranno se ci sono figli.

Diventerà anche più difficile chiedere la carta di soggiorno o, come si chiama ora, “il permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo”. Il ddl sicurezza prevede infatti un test obbligatorio di conoscenza della lingua italiana, anche se ancora non si sa quanto bisognerà essere bravi, perchè saranno i ministeri dell’Interno e dell’Istruzione a definire i dettagli della prova.

Alcune novità, come ad esempio la tassa sui permessi o il test per la carta di soggiorno, dovranno essere regolamentate da altri decreti e quindi i tempi si allungheranno ulteriormente.

Insomma, chi  deve chiedere il rinnovo del permesso, la carta di soggiorno o la cittadinanza, farebbe meglio a sbrigarsi. Se aspetta troppo, rischia di dover fare i conti con gli ostacoli, e le nuove tasse, della legge sulla sicurezza.

Sono i clandestini i bersagli principali della nuova legge sulla sicurezza.

Il fulcro, almeno sul fronte dell’immigrazione, è l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale in Italia che verrà punito con una multa compresa tra i 5mila e i 10mila euro. Le espulsioni diventeranno più veloci, anche perché si potranno accompagnare i clandestini alla frontiera anche prima che arrivi la convalida da parte di un giudice.

Dopo mesi di proteste, sono sparite le norme che permettevano ai medici di denunciare chi si cura negli ospedali e ai presidi di chiedere il permesso di soggiorno a chi iscrive i figli a scuola. Ma dal momento che la clandestinità diventa un reato, c’è il rischio che in tutte le altre situazioni si scateni una corsa alle denunce: anche chi non sopporta la badante irregolare della vicina potrebbe ad esempio rivolgersi alla polizia.

Del resto, tranne che negli ospedali e nelle scuole, il permesso di soggiorno diventa indispensabile per accedere ai servizi pubblici e per tutti gli atti di stato civile. Secondo molti, questo impedirà ad esempio alle mamme irregolari di riconoscere i loro figli, ma il governo ribatte che chi partorisce in Italia ha diritto a un permesso temporaneo e quindi il problema non si porrebbe.

Viene poi di nuovo prolungato da due a sei mesi il tempo massimo di permanenza nei centri d’espulsione. Le proroghe saranno autorizzate dal giudice di pace quando il cittadino straniero non collabora, oppure se non arrivano i documenti necessari all’espulsione dal Paese d’origine. Naturalmente, si potrà essere rimpatriati anche prima che scada la proroga.

Occhio poi ad innamorarsi in Italia. La legge vuole contrastare i matrimoni di comodo (quelli fatti solo per regolarizzarsi, spesso a pagamento) e così prevede che per  sposarsi  qui i cittadini stranieri debbano esibire  il permesso di soggiorno. I fidanzati sono avvisati: se vogliono coronare il loro sogno devo affrettare i preparativi delle nozze e dire sì prima che entrino in vigore le nuove regole.

Nel tentare di fare terra bruciata intorno ai clandestini, sono stati anche confermati i tre anni di reclusione e la confisca della casa per chi dà alloggio a pagamento, “per trarne ingiusto profitto” a immigrati irregolari. La condanna scatterà però solo se questi sono senza  permesso al momento della stipula o del rinnovo del contratto d’affitto

Infine, diventa molto più difficile, per i clandestini, mandare soldi a casa. Gli sportelli di money transfer dovranno infatti fotocopiare il permesso di soggiorno dei loro clienti e segnalare alla polizia quelli che non lo hanno. Inutile prendersela con chi sta dietro lo sportello: se non fa così, rischia di perdere la licenza.

10 agosto

Fonte: Stranieri in Italia